Ecologia dei siti web.net

9 novembre 05

Che vogliono davvero gli utenti disabili?

di Vincenzo Mania

Attraverso una ricerca, effettuata nel Regno Unito con un campione di 208 utenti disabili (utenti con disabilità visive, non udenti, disabili motori e dislessici), è stato chiesto di stilare una classifica, in termini di importanza, degli elementi di usabilità che vengono in loro aiuto quando navigano su internet.

Sono stati considerati “molto importanti” dall’88% del campione di utenti i layout semplici e la chiarezza dei contenuti, ottenuta attraverso l’uso di un linguaggio diretto e chiaro.

Il 65% degli intervistati ha considerato “molto importante” un’efficace navigazione e la possibilità di sapere sempre dove ci si trova all’interno del sito che si sta navigando mentre link chiari e significativi sono considerati “molto importanti” per il 63% del campione.

Uno dei fattori percepiti tradizionalmente come elemento fondamentale di accessibilità è stato considerato poco significativo:
l’uso dell’attributo ALT per fornire testo alternativo alle immagini è stato evidenziato come “molto importante” soltanto da un terzo degli intervistati. Paradossalmente il 25% degli utenti con disabilità visive hanno ritenuto l’ALT “non particolarmente importante”.

Al vertice della lista dei fattori positivi sono stati posti gli elementi che facilitano gli utenti a trovare i contenuti che cercano e ad orientarsi nel sito agevolmente, mentre l’uso di pop-up si trova al quarto posto nella lista dei 5 fattori negativi e questo grazie principalmente agli strumenti in uso sui browser che bloccano i pop-up.

Il testo ridimensionabile è stato considerato “molto importante”, specialmente per gli utenti con disabilità visive.

Le 5 caratteristiche che disturbano maggiormente

  1. L’assenza di un motore di ricerca
  2. L’assenza di una mappa del sito
  3. L’assenza di chiari meccanismi di navigazione interni alle pagine, come ad esempio “salta ai contenuti”
  4. L’uso di pop-up
  5. L’incapacità di ridimensionare il carattere e cambiare il contrasto dei colori

Le 5 caratteristiche più utili

  1. Presenza del motore di ricerca
  2. Presenza della mappa del sito
  3. Link chiari e significativi
  4. Presenza di meccanismi di navigazione interni alle pagine
  5. Possibilità di personalizzare le pagine

Secondo la ricerca, altre barriere all’usabilità dei siti da parte di persone disabili sono anche l’uso di filmati flash, la necessità su alcuni siti di dover effettuare una qualche autenticazione e l’assenza dell’uso del tag label per i campi modulo.

È stato inoltre chiesto al campione di utenti di indicare i siti web ritenuti più usabili e quelli invece più difficili da usare.
Google è stato votato all’unanimità il più facile da usare – grazie principalmente alla semplicità del layout – seguito da Yahoo! e da BBC News Online.
Tra i siti meno usabili sono stati categorizzati i siti di risorse educative, quelli di webmail e i siti di viaggi.

Sezione: blog - Argomenti: accessibilità, usabilità |

Commenti:

  1. — sofia    9 11 2005 - 17:11    # Premesso che tutti gli studi sono comunque interessanti, di questo mi piacerebbe saperne qualcosa di più per poterne valutare i risultati.
    Per esempio là dove si afferma che solo un terzo degli utenti ritengono utile il testo alternativo (alt). Se il campione era formato solo per un terzo (o meno) da ciechi ecco spiegato l’arcano…

    Inoltre sarebbe bello sapere se le domande erano aperte o chiuse (io giureri chiuse). In quest’ultima ipotesi gli utenti, nel dare le loro risposte non hanno potuto che conformarsi a un’immagine dell’accessibilità che gli veniva proposta…
    Quello che mi piacerebbe tanto capire, per esempio, è se il layout semplice è un’esigenza emersa o la cosa più sensata da scegliere tra un gruppo di proposte (nel qual caso l’avrei scelta anch’io).

    Così come mi piacerebbe sapere se ci sono state domande di controllo per capire di più (per esempio se oltre a “layout semplice” esisteva anche un’opzione “layout ricco” che sia stata esplicitamente scartata a conferma di quanto prima indicato).

    Idem per il motore di ricerca: è effettivamente un facilitatore per utenti con disabilità oppure è solo l’opzione più sensata della lista?

    Inoltre sarebbe stato interessante che ci fosse stato un gruppo di controllo normodotato, per verificare le differenze e soppesare meglio i risultati.

    Infine sarebbe stato bello avere i risultati per tipo di disabilità, per verificare alcune regole trasversali ed altre interne ai gruppi, ma assolute (l’alt delle immagini per esempio poteva essere tra queste).
  2. — vincenzo    9 11 2005 - 18:24    # Vedi Sofia, tutto quello che dici è condivisibile, ho letto quest’articolo su un sito inglese autorevole e non mi sono posto tutti i problemi che invece ti sei posta tu, nella convinzione personale della bontà della ricerca. Purtroppo non abbiamo altri dati se non quelli presenti al link del sito dove ho letto la notizia. Anche sul link della società che ha condotto l’indagine non sono riuscito a trovare nulla. Alla fine ci dobbiamo fidare o dobbiamo fare com San Tommaso? :-)
  3. Maurizio Boscarol    9 11 2005 - 19:59    # Non dobbiamo fidarci. E’ importante conoscerli per discuterli, questi dati. Sono molte le cose da approfondire, ma è necessario sapere che questa ricerca c’è, per farlo!
  4. — Giancarlo Onger    15 02 2006 - 21:10    # Non entro nel discorso tecnico. Dico solo che quanto hanno detto i disabili lo condivido in quanto anche a me fa comodo avere ciò che risulta dalla ricerca. Di conseguenza chi progetta deve pensare a tutti. Per fare questo non c’è bisogno di grandi discussioni o di infiniti convegni, ma di un solo motto:
    progettiamo per tutti.
    Cordialmente.
    Giancarlo Onger
  5. nicola    14 11 2006 - 08:53    #

    Ho appena finito di leggere i due articoli (usabile.it e questo) e devo dire che la cosa più interessante è stata sicuramente, l’esperienza degl’utenti, l’esempio del tag title e h1 è significativa.
    Come dice Boscarol nel post numero 3 ‘è necessario sapere che questa ricerca c’è’. Quindi perché non farne una noi documentata ecc… Senza aspettare oltre “manica”?
    ‘Fare i test qui è ora!’

  6. — vincenzo    14 11 2006 - 12:09    #

    L’idea Nicola è più che buona. Fare dei test però ha un suo costo e richiede non solo personale qualificato ma anche strutture adeguate. E’ dunque possibile farli “senza aspettare oltre manica” ma è necessario che ci sia qualcuno che si sobbarchi il costo.

  7. Maurizio    16 11 2006 - 13:00    #

    Sono d’accordo con Vincenzo, fare ricerca necessita di fondi.

    Ma perché non iniziamo, ciascuno di noi con le possibilità che ha – magari contattando associazioni dei disabili, o con l’aiuto dei disabili che ha modo di conoscere – a osservare utenti disabili navigare nel web e a riportare, sui propri blog, eventuali cose strane, impreviste, persino non ben comprese, che ha notato?

    Questo non equivale a fare ricerca, ma può offrire spunti per la ricerca, indicarci delle strade. Al punto in cui siamo, credo che tutto possa essere utile. L’importante è non trasformarlo automaticamente in linea guida, ma semplicemente farlo conoscere a tutti per una riflessione ulteriore!

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