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17 giugno 06

Legge Stanca e criteri soggettivi. E se fossero anch'essi preferenziali?

di Maurizio Boscarol

Domanda: ma i criteri della verifica soggettiva sono compresi fra i criteri preferenziali nei bandi di gara? E se uno partecipa alla gara documentando che seguirà una procedura di progettazione user-centred (non la verifica soggettiva, ma la progettazione secondo questi criteri!), questo costituisce criterio preferenziale a parità di offerta?

Secondo voi come stanno le cose? Leggetevi l’articolo 4 della legge, e i criteri della verifica soggettiva. E tenete presente cosa vuol dire accessibilità secondo la legge. Include “fruibile”. E la fruibilità (nel glossario) non si ottiene con i soli requisiti tecnici.

Se fosse così, sarebbe una rivoluzione nell’interpretazione della legge: tutti coloro che partecipano alla gara proponendo procedure di UCD, dovrebbero essere per ciò stesso avvantaggiati. E la legge avrebbe un senso.

Se invece non fosse così, i criteri della verifica soggettiva non avrebbero nessun ruolo nella valutazione dei bandi di gara, così come non l’avrebbe nemmeno la progettazione centrata sull’utente. E la legge avrebbe tutto un altro senso. In questo sventurato caso, la verifica soggettiva sarebbe una foglia di fico, ma l’usabilità sarebbe di fatto irrilevante nell’applicazione della legge e nella costruzione dei siti.

Qualcuno si è mai posto il problema? Le possibilità sono davvero solo due:

  1. Se la lettera della legge incoraggia effettivamente lo UCD, bisognerebbe farlo sapere a tutte le aziende che partecipano alle gare (e prepararsi ad un superlavoro…).
  2. In caso contrario, sarebbe una legge davvero da riscrivere, perché i requisiti tecnici non possono da soli portare a siti fruibili nel senso descritto dal glossario.

A voi l’ardua sentenza…

Sezione: blog - Argomenti: accessibilità, usabilità |

Commenti:

  1. — Sofia    20 06 2006 - 12:01    #

    Secondo me in questa prima fase già sarebbe da gridare al successo se entro una scadenza abbastanza ravvicinata (l’estate? la fine dell’anno? scegliete voi) tutti i siti della PA avessero

    * alt delle immagini

    * caratteri ingrandibili anche con Explorer PC

    * navigazioni e funzioni varie attivabili anche senza mouse

    Per quanto riguarda il design centrato sull’utente credo che questo sia preferenziale in ambienti in cui vi sia gia’ una certa sensibilità all’argomento (e io la vedo crescere dappertutto) ma che questa non sia suscitabile per legge.

    E anche in questo caso bisogna considerare il fatto che costa di più: perché c’e’ qualcuno che se ne occupa, perché non si progetta più la soluzione che è più comoda da progettare ma quella che è più comoda da usare… eccetera eccetera.

    In altre parole: credo che il web stia entrando nell’era dell’usabilità... PA, aziende, nani e ballerine si stanno rendendo conto che il design centrato sull’utente è importante per raggiungere i propri obiettivi…

    La legge, in tutto questo, avrà un’incidenza molto relativa, credo…

    PS non ho ancora capito come inserire una “ul” nei commenti :-)

  2. Maurizio    20 06 2006 - 15:21    #

    Be’, sarebbe la montagna che partorisce il topolino. Quello bianco, piccolo piccolo. Per avere alt, testi ingrandibili e funzioni attivabili da tastiera non serviva una procedura così laboriosa con gruppo di lavoro per la stesura di 22 requisiti tanto arzigogolati. Bastava dire: tutte le immagini devono avere l’alt, i testi essere ingrandibili e i comandi attivabili da tastiera.. ;-)

    A parte gli scherzi (ma neanche tanto), ricordo che:

    * Un noto presidente di associazione di sviluppatori esperti di accessibilità nel 2002 mi giurava personalmente che l’usabilità avrebbe avuto ruolo da gigante nella costituenda legge

    * Ero scettico all’epoca e lo sono ora circa imporre usabilità per legge

    * Sono meno scettico sul considerare l’UCD come criterio preferenziale. Circa il costo, be, nemmeno i 22 requisiti si ottengono a costo zero come ci raccontano.

    Quanto dico circa i criteri di UCD come preferenziali non è idea tutta mia. Ma evito di dire “voci di corridoio” e cose simili che sentiamo altrove. Il punto è che se l’inclusione dei criteri “soggettivi” ha un senso, è nella loro applicazione durante la progettazione, non dopo, come mera verifica.

    Se leggiamo la legge, potrebbe anche saltar fuori un’interpretazione così. Il che credo potrebbe costituire uno sviluppo interessante. Se non fosse così, fra le proposte di modifica mi sentirei di fare proprio questa. Il fatto che nessuno ne parli lo rende improbabile, o semplicemente indesiderabile?...;)

    PS: A quanto pare inserire html e liste nei commenti non si può! Vedrò di approfondire.

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