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2 settembre 05

Il primo mouse a due bottoni di Apple

di Maurizio Boscarol

Con una decisione storica, la casa della mela “rivede” la tradizionale politica di produrre solo mouse con un tasto, e mette sul mercato “mighty mouse”. Il nuovo prodotto, già disponibile sul sito Apple, mantiene un design compatto come il mouse a un bottone, ma di fatto contiene due differenti zone cliccabili, oltre a due tasti programmabili sui lati e ad una piccola pallina cliccabile al centro. La mossa è stata letta come un ennesimo tentativo di avvicinarsi al mondo di coloro che, abituati a lavorare con i sistemi Windows (dove i mouse a due tasti sono la norma) vogliono passare alla mela.

I Macintosh supportavano già i mouse a due tasti, ma finora Apple non ne aveva mai prodotti. Le ragioni a favore dei mouse a un bottone (scelta per cui Jef Raskin si era fin dall’inizio fortemente battuto) erano essenzialmente legate alla maggior difficoltà di utilizzo e al maggior numero di incertezze ed errori che gli utenti compivano con i mouse multibottone, e sulla considerazione che tutto quello che si poteva fare con più bottoni si poteva fare anche con uno (un riassunto in italiano di queste ragioni).

Questa posizione si basava sulla riduzione al minimo della complessità. E inoltre obbligava i produttori di applicazioni a non progettare funzioni che non potessero essere azionate direttamente dai menu principali. La sola presenza di un menu contestuale attivabile con il tasto destro poteva infatti incoraggiare la proliferazione ingiustificata di nuove funzioni.

Bruce Tognazzini ha da tempo (almeno dal 1999) contestato l’opportunità di mantenere questa scelta progettuale, sensata nel 1981, ma obsoleta ora, quando gli utenti sono abituati a nuove convenzioni, e comunque sono in grado di imparare ad usare i sistemi anche quando, scrive, “ci vogliono più di 20 minuti”.

Mossa commerciale o indispensabile aggiornamento alle più consolidate convenzioni nel mondo delle interfacce grafiche? Proprio mentre Franco Carlini contesta a Steve Jobs di ripetere con l’iPod l’errore già commesso con il primo Mac, quello di volersi chiudere agli standard esterni per imporne uno proprio, questa scelta sembra andare nella direzione opposta almeno per quanto riguarda l’esperienza dell’utente.

Sezione: blog - Argomento: usabilità |

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