14 settembre 05
di Sofia Postai
Come se non bastessero le complessità aggiunte dall’accessibilità, nelle taverne e nei caffè dove si ritrovano gli sviluppatori, si aggira da tempo lo spettro del web semantico, cioè di un web intelligente in cui sia più facile trovare le notizie, confrontarle, verificarle.
Alcune scelte fatte dai vari normatori, inoltre, non obbediscono a reali necessità di accessibilità, ma a future speranze riguardo al web semantico.
Segnalo due voci fuori dal coro, che mettono in guardia sulla possibilità che questo veda mai la luce.
Un testo di Fabio Metitieri (ha un pessimo carattere, ma è indubbiamente preparato) e Contro il web semantico su Smartweb di Rai.it.
Per chi ha voglia di capire come siamo finiti in questo guaio, è d’obbligo anche leggere la visione del padre fondatore, cioè il testo di Tim B.L. del 1998. Semantic Web Road map.
Sezione: blog - Argomento: web semantico |
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consiglio una lettura: “Architettura del nuovo web” di Tim Berners-Lee dove si parla anche del web semantico con esempi chiarificatori su quali sono i reali obiettivi.
E non dimentichiamo che il web semantico affiancherà NON SOSTITUIRA’ quello attuale.
Accanto ai motori di ricerca avremo motori logici.
Una rivoluzione enorme dal punto di vista sociologico è secondo me il web della fiducia (web of trust) che spero presto di veder sorgere e trionfare portando finalmente un po’ di pace nel
Sofia non riesco a capire questa tua paura del web semantico.
Ciao,
Anrea.
max
Se Andrea non ha mai sentito parlare di ontologia omnicomprensive, io invece ho assistito a conferenze in cui se ne parlava (webbit di due anni o tre anni fa).
Su web poi, si annuncia una rivoluzione enorme ogni sei mesi… chi si ricorda del push? doveva rivoluzionare internet… forse i suoi eredi sono i feed, ma sono tutta un’altra cosa. E la rivoluzione dell’ADSL? Ne ho sentito parlare a una conferenza nel 1997: chi ce la presentava si diceva sicuro che sarebbe stato il mezzo per la TV on demand… E il marketing one to one? E la new economy con l’idea che le “vecchie” idee (che devi guadagnare almeno quanto spendi) fossero superate?
E il web multidimensionale, che è semplicemente un’accidente per cui andando col tasto destro su una parola si apre un define:... di Google (o altro equivalente)?
In rete tutto diventa diverso da come sembra che sia all’inizio.
Prendete Ebay: è nata per le aste, ma invece il suo successo è che è un enorme mercato tra privati. Su Ebay si riesce a vendere e comprare di tutto.
Non è l’asta il cuore del successo (i prezzi non salgono come alle vere aste). E forse è proprio Ebay che ha realizzato il marketing one to one:-)
E quando si diceva che i motori di ricerca erano morti, perché dovevano dare più servizi e sono diventati portali… ed è saltato fuori Google.
Insomma, non ho voglia di innalzare peana al web semantico finché non vedo cosa ne sarà “in pratica”.
Infine non trovo trascurabile il fatto che i miei amici fan del web semantico l’anno scorso dicevano “ci vorranno 10 anni” e ora dicono che ce ne vorranno 25… tra 25 sarò sicuramente in pensione, quindi non ho fretta di preoccuparmene :-)
1)non ci intendiamo sul termine: a me sembra fin troppo ovvio che è impossibile creare un ontologia omnicomprensiva… anzi l’intento è di rendere disponibili (mappandole) le onotologie esistenti e quelle che si creeranno.
http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=398
http://pro.html.it/articoli/id_341/idcat_46/pro.html
Lo stesso termine è definito come “Modello di entità ed interazioni in uno specifico dominio di conoscenza o di pratica (con riferimento alle definizioni di conoscenza e competenza)”
e in particolare dal W3C è definito come:
“Termine derivato dalla filosofia, che si riferisce alla scienza che descrive i tipi di esseri esistenti nel mondo ed il modo in cui essi sono collegati. Un’ontologia OWL può includere descrizioni di classi, di proprietà e delle loro occorrenze. Data una tale ontologia, la semantica formale OWL specifica come derivare le sue conseguenze logiche, cioè fatti letteralmente non presenti nell’ontologia, ma implicati dalla semantica”.
fonte: http://www.webaccessibile.org/argomenti/argomento.asp?cat=518
Ci saranno quindi moltissime ontologie (un po’ come adesso) con la differenza che potranno comunicare tra loro ed essere finalmente fruibili arrivando al web semantico sognato da Tim Berners-Lee. Ci sono degli esempi chiarificatori nel suo libro, che, se non hai ancora letto, ti consiglio di leggere.
Anche le interviste
http://www.sciam.com/article.cfm?articleID=00048144-10D2-1C70-84A9809EC588EF21
http://www.consortiuminfo.org/bulletins/semanticweb.php
http://www.w3.org/2002/07/swint
http://www.ercim.org/publication/Ercim_News/enw51/berners-lee.html
http://www.w3.org/1999/04/WebData
sono molto interessanti e chiarificatrici.
2) non parlavano del web semantico del W3C… tentativi simili ci sono già stati e ci saranno, ma la visione di Tim Berners-Lee la vedo molto chiara e impressa in ogni mossa del W3C.
Secondo me vedremo l’ampiezza della rivoluzione fra 15 anni…
e non dimentichiamo che i primi esperimnti sono già in corso e che XHTML 2 è già un bel passo avanti…
http://www.w3.org/2005/Talks/05-steven-www2005/
http://www.www2004.org/proceedings/docs/1p255.pdf
http://simile.mit.edu/piggy-bank/
Le stesse preoccupazioni che ha adesso l’architetto le avrà in futuro, solo che avrà nuove freccie al suo arco: accanto agli anelli dei sinonimi ci saranno le ontologie :-)
ciao,
Andrea.
Su Ebay, nei punti in cui si può usare html, viene raccomandato di usare “html standard”, cioè “senza javascript e senza CSS”.
Forse la più grande community mondiale ritiene standard l’html 3.2!
Gli sviluppatori che stanno usando (o imparando) lo strict sono ancora una piccola minoranza (anche se molto visibile).
Non so quanta disponibilità ci sarà nei confronti di un linguaggio di marcatura nuovamente rivoluzionato e soprattutto non retrocompatibile.
Inoltre il proliferare delle ontologie comporterà che ciascun sito o tipo di sito parlerà il suo dialetto… sarà babele.
Credo che sia impossibile (in pratica, non in teoria) che tutto questo funzioni.
La maggior parte dei siti non ha fini informativi o accademici e non c’è l’interesse a seguire questa strada per la stragrande maggioranza degli sviluppatori.
... chi vivrà vedrà, e poiché noi vivremo, vedremo :-)
il web semantico non esclude questo, perchè non esclude il web attuale. Si affiancherà permettendo la nascita dei motori logici, che si integreranno con gli attuali motori di ricerca, migliorando la vita di noi tutti.
ps: nell’ultimo anno ho visto dei grandi passi avanti verso gli standard… hai provato Deamweaver 8?
ciao,
Andrea.