A livello internazionale manca una definizione esplicita e condivisa di cosa si intenda per accessibilità. Se guardiamo ai documenti di riferimento in materia, le “web content accessibility guidelines 1.0”, scritte da un gruppo di lavoro del w3c, scopriamo che l’accessibilità non viene mai definita, ma si parla sempre di contenuti accessibili. Per accessibile viene data questa definizione: “Content is accessible when it may be used by someone with a disability.”, ovvero “il contenuto è accessibile quando può essere usato da qualcuno con disabilità”.
Inserito il 26 agosto 05 - Link permanente
Si intende l’attività di navigare all’interno di un sito seguendo i diversi link interni che questo mette a disposizione. In inglese “to browse” significa “scorrere”, leggere saltando velocemente fra i paragrafi. Non proprio navigare, dunque, ma scorrere il sito, senza soffermarsi nel dettaglio sulle pagine, alla ricerca di qualcosa che soddisfi un nostro obiettivo.
L’attività di browsing finalizzata alla ricerca di informazioni è spesso contrapposta all’attività del searching (v.). Si tratta di due diversi approcci dell’utente all’uso del sito web, con conseguenze sulla probabilità di ritrovamento dell’informazione.
Inserito il 9 dicembre 05 - Link permanente
Nel mondo dei computer la compatibilità è definita come “la capacità di eseguire un dato programma su differenti tipi di computer senza modificare il programma o il computer”.
Vedi la definizione in inglese su wikipedia.
Inserito il 30 agosto 05 - Link permanente
Con il termine di digital-divide ci si riferisce alle disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione, originariamente fra i paesi ricchi e i paesi poveri. Il termine si riferisce però anche alla diversa capacità di utilizzare le tecnologie dei diversi gruppi sociali, e riguarda non solo l’alfabetizzazione informatica nei paesi poveri, ma anche all’interno di crescenti fasce di popolazione all’interno dei paesi ricchi, dove alcune sono trainanti e utilizzano al meglio le tecnologie più recenti, mentre altre rimangono progressivamente escluse dall’uso di queste tecnologie.
Inserito il 6 settembre 05 - Link permanente
Dispositivo che consente l’interazione tra due sistemi complessi. Nel software e nel web, per interfaccia si intende l’insieme di strumenti messi a disposizione dell’utente per interagire con il programma o il sito.
Su web si distingue tra interfaccia di navigazione e interfaccia di interazione: La prima dedicata principalmente al “trovare” l’informazione, la seconda dedicata principalmente al “fare”, cioè non solo al “leggere” ma anche allo “scrivere” dei dati su server, con tutte le ricadute che ne conseguono (anche nel mondo reale).
Le interfacce attuali sono quasi sempre “GUI”, cioè “Graphical User Interface” in quanto l’utente interagisce col sistema attraverso oggetti grafici (che possono ovviamente anche contenere delle scritte) e non impartendo comandi da tastiera, come avveniva “anticamente”.
Inserito il 9 dicembre 05 - Link permanente
In ambito software è definita come “la capacità di differenti programmi di leggere e scrivere gli stessi formati di dati e di utilizzare gli stessi protocolli”.
La compatibilità riguarda i programmi, l’interoperabilità ha a che fare invece le operazioni sui formati di dati. Spesso i due termini vengono sovrapposti o confusi.
Vedi la definizione su wikipedia
Inserito il 30 agosto 05 - Link permanente
La portabilità ha a che fare con il porting, ovvero l’adattamento di un software in modo che funzioni anche in ambienti diversi da quelli per cui è stato scritto. La portabilità si riferisce generalmente alla facilità con cui un software può essere “portato”. Il che significa che il suo codice può essere facilmente adattato per funzionare su piattafome e in sistemi diversi.
C’è un altro significato corrente per il termine, ovvero la capacità di compilare il codice una volta e di farlo girare su più piattaforme senza modifiche. Il concetto in questo caso assomiglia molto alla compatibilità. Un software può però essere portabile (può cioè girare su più piattaforme) ma non pienamente compatibile con tutte (alcune funzioni possono essere limitate). Oppure può essere portabile, ma con modifiche del codice.
Inserito il 30 agosto 05 - Link permanente
La norma ISO 9126-1 (uscita per la prima volta nel 1991 e aggiornata nel 2000) introduce una definizione che spesso in alcuni testi viene erroneamente riferita all’usabilità, e che invece è denominata “qualità in uso” del software.
Inserito il 9 settembre 05 - Link permanente
Uno screen-reader, o lettore vocale di schermo, è proprio questo: un programma che interagisce con il sistema operativo di un computer e traduce in sintesi vocale tutto ciò che c’è sullo schermo, o almeno quello che i programmatori hanno previsto si potesse tradurre. Consente inoltre all’utente di muoversi e di agire utilizzando una serie di comandi da tastiera.
Il più diffuso screen-reader è Jaws per Windows, che sfrutta la componente MSAA di Windows per interagire con i programmi. MSAA è una libreria del sistema operativo che, se installata, consente ai programmi come Jaws di interagire in maniera più completa con gli altri software.
Inserito il 20 settembre 05 - Link permanente
Nell’utilizzo di un sito, è l’attività di cercare un’informazione attraverso una casella di ricerca testuale, per scegliere poi fra i risultati della ricerca quello più rilevante. l’attività di searching più diffusa attualmente sul web è senz’altro quella che compiamo su siti come Google, ma può essere svolta anche con il motore di ricerca di ogni singolo sito.
E’ spesso contrapposta all’attività del browsing (v.).
Inserito il 9 dicembre 05 - Link permanente